Atreju : Meloni, Tosi e… Fitto ?

Adelio Fioritto

Adelio Fioritto

di Adelio Fioritto

Nell’ambiente della destra italiana, rimbalzano in rete diverse foto dei vari eventi : Orvieto, Mirabello, Atreju.  Più che eventi, mi paiono fiere dei possibili reduci, ma d’altro canto è pur vero che la politica viene inesorabilmente occupata da chi la fa, non da chi resta a guardare (e mi sembra ovvio).

Tra tutte, forse la più interessante è quella che ritrae Tosi e Meloni a confronto sullo stesso palco, gli unici oggi a mio avviso papabili per popolarità ed impatto mediatico quali rappresentanti del centrodestra italiano, ma un caro amico mi ha fatto notare una cosa alquanto strana : chi è quel signore in posizione diametralmente opposta a Tosi ? Raffaele Fitto .

Raffaele Fitto Atreju

Raffaele Fitto ad Atreju

Raffaele Fitto è “un politico italiano, presidente della Regione Puglia dal 16 aprile 2000 al 4 aprile 2005. Ministro per gli Affari Regionali nel Governo Berlusconi IV dal 2008 al 2011 – fonte wikipedia “ e per chi come me non si fosse sintonizzato nel periodo estivo, il 16 Agosto esce la notizia secondo cui “il finanziamento di 500mila euro che l’allora presidente della Regione Puglia ricevette per il suo movimento politico “La Puglia prima di tutto” “prima, durante e poco dopo” la campagna elettorale per le regionali del 2005 dall’imprenditore Giampaolo Angelucci per far assegnare alle aziende di quest’ultimo un appalto settennale da 198 milioni di euro per la gestione di 11 residenze sanitarie assistite, “si connota illecitamente in quanto è stato il prezzo della corruzione del Fitto da parte dell’Angelucci” – fonte ilfattoquitidiano.it .

Ora, a prescindere dal fatto che mi si deve spiegare cosa ci faccia un esponente del PDL ad un evento che viene definito, dagli stessi operatori del settore, della destra italiana dato che a mio avviso, ma è parere comune, il PDL è tutto purché di destra o di centrodestra  – da quando infatti l’appartenenza ad uno schieramento politico si fonda sulla dislocazione delle poltrone parlamentari e non dalle ideologie che la connotano ? – , mi si dovrebbe spiegare se è da questi individui che s’intende ricostituire una “destra italiana”.

Non sono mai stato per anagrafe e per cultura un almirantiano – come potrebbe essere altrimenti dato che nacqui nel 1981 – ma una frase riecheggia dal passato :

“Un ladro va messo in galera. Se il ladro è uno dei nostri deve avere l’ergastolo”

Giorgio Almirante rappresentava degnamente la destra italiana, frase più corretta non poteva essere espressa per meglio definire il concetto intrinseco che le si voleva attribuire tra cui : rigore, moralità, intransigenza, fermezza, chiarezza, trasparenza.

Ammesso e non concesso che la condanna inflitta a Fitto sia definitiva, non ne conosco i gradi e neppure intendo approfondirli dato che già reputo assurdo il sol concetto di indulto (grazie al quale 3 anni di pena rispetto ad i 4 inflitti sono già stati abbonati) , ma è con questa immagine offuscata dal dubbio dettato dalla corruzione che s’intende rilanciare un etica comportamentale, da cui derivano i valori, del centrodestra italiano ?

Con quale coraggio, con quale etica si osa parlare di “destra” ? Se il nuovo che avanza è ancora peggio del vecchio (leggasi il caso Fiorito ed ora Fitto) mi domando quale futuro possa avere parte della rappresentatività italiana se noi per primi dovremmo essere duri verso gli altri ed assolutamente intransigenti verso noi stessi ?

Perché in definitiva il bene di un singolo individuo non può ledere l’interesse comune : non è ammissibile e non sarà più tollerabile.

 

note :

leggi il testo della condanna Fitto

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